IL 26° CORSO DI INTRODUZIONE ALLA SPELEOLOGIA, COME LO ABBIAMO VISSUTO NOI

IL 26° CORSO DI INTRODUZIONE ALLA SPELEOLOGIA, COME LO ABBIAMO VISSUTO NOI
Parte terminale del Pozzo terzo Novello, ultima uscita del corso. (Grotta del Chiocchio)
Articolo pubblicato sul numero 34 di Dicembre 2023 de "il Monteluco", periodico sociale della sezione CAI di Spoleto "Enzo Cori"

di Veronica Innocenzi, Dalinda Mazzanti, Marco Moscati, Marta Rapastella, Andrea Settimi

Dal 3 marzo al 2 aprile 2023 si è svolto il 26° Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Spoletino.

Uno scrittore decisamente particolare di quasi un secolo fa, diceva nelle sue opere che a volte, per motivi a noi sconosciuti, le stelle si allineano in modi bizzarri e incomprensibili.

Questo è quello che è successo al Gruppo Speleologico di Spoleto quest’anno. Nuovi e curiosi speleologi si interessano a questa esperienza fuori dal comune e continuano a fare attività, ve lo anticipiamo, in una città in cui i giovani in generale non rimangono. La pandemia è finalmente terminata, le attività pian piano riprendono e a inizio anno un giovanissimo Luca Morgantini ha potuto superare l’esame da Istruttore Sezionale di Speleologia per dare il suo contributo al futuro del Gruppo.

Che abbia ufficialmente inizio il Corso!

Cinque lezioni teoriche su numerosissime tematiche (dalla storia della speleologia agli ecosistemi ipogei, la geologia, topografia, materiali, sicurezza, primo soccorso etc) e cinque uscite in ambiente con l'obiettivo di poter ottenere, in un tempo concentrato, una buona preparazione sia dal punto di vista pratico che teorico.

Ma cosa accade e cosa si prova in un Corso di Introduzione alla Speleologia, un’attività che è talmente poco convenzionale che finché non si prova in prima persona non si capisce bene nemmeno in cosa consiste? Ve lo raccontiamo tramite un piccolo ricordo delle uscite pratiche osservate dal punto di vista di ognuno di noi.

05 marzo 2023 

PALESTRA ALL'APERTO BELVEDERE MONTELUCO (SPOLETO, PG)

“Mi sono avvicinata al mondo della Speleologia prima ancora di entrare in una grotta, grazie ai racconti di mia madre. Posso garantire che le parole non possono davvero rendere giustizia all'esperienza. È come entrare in un universo parallelo al nostro, dove il tempo e lo spazio sembrano fermarsi. Il buio che incontriamo qui è diverso da quello che conosciamo, e il silenzio è profondo e assoluto. Tuttavia, è un'esperienza che non spaventa, al contrario, è rassicurante e avvolgente.

La preparazione in palestra ti aiuta a fidarti degli attrezzi, ti prepara ad un ambiente, sì ostile, ma che allo stesso tempo inizia a diventare familiare. Immagina di essere sospeso su una corda lunga 30 metri su una parete verticale. È una sfida significativa, specialmente se è la tua prima volta. Pensa poi di dover aggiungere l'oscurità totale, l'umidità e i tiri liberi nel vuoto.

L’emozione non finisce usciti dalla grotta, la rivivo ogni volta che ne parlo, ad ogni racconto.”

Marta

12 marzo 2023 

PALESTRA ALL'APERTO MADONNA DELLO SCOGLIO (ARRONE, TR)

“Sono ancora a terra ma vedo tutto quello che mi aspetta. Inizio a ripassare nella mia mente tutte le manovre tecniche. Ma non mi sembra sufficiente. "Jurgen, ripassiamo quella tecnica?" "Luca, analizziamo quel passaggio?" Ogni volta, in queste prime volte, ho la paura e la sensazione di non ricordare nulla di quello che viene spiegato. Salgo. È davvero il momento di mettermi all'opera: "Ragazzi, vi ripeto la manovra mentre la faccio". 

Mi piace fare le cose in sicurezza e con sicurezza, ma qui non mi sento ancora mai veramente sicura. Mi hanno spiegato che la più grande autodifesa è essere scrupolosi e avere gli occhi aperti. E io oltre ai miei ho quelli dei miei compagni, e allora sembra tutto più semplice.” 

Dalinda

Palestra esterna, Madonna dello Scoglio (TR)

19 marzo 2023 

GROTTA DEL MONTE CUCCO (COSTACCIARO, PG)

“Sono agitata! Sì, forse perché è la prima volta, o forse mi ci sentirò per sempre. Scopro di avere un problema con la corda, ma solo con quella che non mi fa toccare nemmeno con un polpastrello la roccia. Insomma: anche con il Vuoto. Il vuoto del Pozzo Perugia. Arrivo e sto ferma sopra a quei 25 metri di vuoto per un po’. Siamo tutti super controllati: si scende uno per volta con corda raddoppiata, un istruttore al fianco e un altro in fondo, che è il mio punto d’arrivo luminoso nell'abisso. Ma io ho paura lo stesso, volevo scegliere di non averne, ma non funziona proprio così: ed io che pensavo di aver paura delle strettoie… Ho pianto. Poi è arrivata Claudia. Ognuno ha il suo membro che dà piena sicurezza. Io so che ogni volta che avrò paura, ci sarà lei.

Avevo paura di perdere il controllo e girare su me stessa e Claudia con qualche parola di conforto e un semplice cordino legato tra me e lei, è riuscita a non farmi vincere dalla paura della discesa. Quel giorno ho imparato cosa significhi davvero la fiducia.”

Veronica

Pozzo Perugia, Grotta di Monte Cucco (PG)

26 marzo 2023

GROTTA DELLE CAPRELLE (SEFRO, MC)

“Suona la sveglia. E’ domenica ed è prestissimo. Guardo la mia roba, dove per “roba” si intende l’attrezzatura prestatami dal Gruppo e il pensiero fisso è sempre quello: “Ma chi me l’ha fatto fare?”. Comunque ormai ho iniziato quest’avventura e, deciso a portarla a termine, carico tutto in macchina e vado verso il luogo di ritrovo. La direzione questa volta sono le Marche dove ci aspetta una grotta fatta interamente di pozzi e praticamente sviluppo orizzontale inesistente. Ora, parliamoci chiaro, l’uscita precedente per risalire dal Perugia penso di aver impiegato una quantità di tempo veramente immensa ed era un solo pozzo (per quanto un gran bel pozzo). Insomma le premesse non erano le migliori e cercavo semplicemente di pensare al fatto che poi tutti quei metri avrei dovuto farli in qualche modo nella direzione opposta: a scendere sembra tutto così facile! Quindi niente, eccomi lì sul fondo delle Caprelle: la prima grotta di cui effettivamente raggiungo il punto più profondo. E’ un’esperienza particolare, devo ammetterlo, e in quel momento mi sono sentito come tutti gli altri. A prescindere dalla propria esperienza siamo tutti allo stesso livello in quel fondo, perché tanto più giù non si può andare. 

Poi però bisogna risalire… ed è lì che succede. Mi viene offerto un piccolo oggetto quasi scintillante: dicono che si chiami Pantin. Avete presente gli spinaci per Braccio di Ferro? La pozione magica di Asterix? Ecco, dopo averlo messo al piede, tutti quei metri da fare in risalita non erano più così impossibili. Sia chiaro, sempre l’ultimo ad uscire sono stato!”

Marco

Ingresso della Grotta delle Caprelle (MC)

02 aprile 2023 

GROTTA DEL CHIOCCHIO (SPOLETO, PG)

“Ciao, io frequento il gruppo da un po’ prima del corso: lo scorso anno ho partecipato a due Speleo Weekend alla grotta del Chiocchio, comprato la tuta speleo, partecipato al Raduno Nazionale di Speleologia di Cagli 2022. Col tempo ho avuto molti soprannomi, inizialmente un po' per gioco mi fu assegnato arbitrariamente il soprannome “Marco” perché di Andrea nel gruppo ce n'è già uno (il veterano Morgantini senior). Poi però al corso si è iscritto un vero Marco ed è allora che sono diventato "Marco di Marta di Betta". Di Marta, perché è la mia fidanzata, corsista anche lei. Di Betta, perché Marta è la figlia di Elisabetta, già speleologa del Gruppo. La mia tradizione vuole che, per ogni uscita al Chiocchio, io faccia un pozzo in più. Solo uno. Infatti con due uscite alle spalle, prima del corso, sono arrivato solo al Panino (secondo pozzo).

Quindi a un certo punto mi sono chiesto: ma quando lo raggiungo il fondo io? 

Finalmente durante l’ultima uscita del corso il fato è dalla mia parte: ho visto l’Alberta (il terzo pozzo) e non mi sono fermato, continuando fino al Terzo Novello (sesto pozzo). Ben 4 pozzi in più tutti in una volta! Fondo sto arrivando. Non vedo l’ora.”

Andrea

Pronti a scendere il primo pozzo della Grotta del Chiocchio (Spoleto, PG)

Un buon Corso deve saper tenere alto l'entusiasmo, la curiosità, la motivazione, l'allenamento e la coesione del Gruppo. Noi siamo ancora tutti qui, con la voglia di continuare a crescere, di perfezionarci, condividere nuove ed entusiasmanti esperienze insieme e magari dare il nostro contributo allo svolgimento del prossimo corso.

Pipistrello, Grotta del Chiocchio (Spoleto, PG)

Un ringraziamento speciale a: Alessandro Urbanelli (Direttore del Corso e Istruttore di Speleologia del Gruppo Speleologico C.A.I. Perugia), Claudia Giorgetti (Ist. Sez.), Luca Morgantini (Ist. Sez.), Jurgen Dervishi, Simone Andrea Graziano (Ist. Sez.) e a tutti coloro che hanno contribuito alla finalizzazione del nostro Corso.